Dal deserto alla danza

(Note sul progetto del deserto…fotografie in anteprima)

Questa “arte percettiva” fa si che l’osservatore sia toccato nella coscienza in modo nuovo. Dal punto di vista estetico lo sguardo e ‘ catturato, ma e’ anche possibile l insegnamento di una nuova ‘lettura visuale’ per entrare  nello spazio poetico interiore, come fossero spazi veri di materia. Ciò pone l’osservatore a confronto con il suo mondo poetico interiore e lo porta ad attivare tutti i sensi, per penetrare sempre di più negli spazi dell’immaginazione, nello spazio delle parole profondo, in un processo contemplativo .

L’opera crea così uno spazio e manipola il  ruolo dello spettatore in questo spazio nuovo creato.

L’immaterialialita della luce del deserto e’ ora dilagante e si fa pioniera nell illuminare tutto ciò che non vedevamo.

Un appello emotivo,la ricerca pittorica dell’effetto naturale della luce, per mostrare la verità spirituale. ..

Il deserto porta dentro, ad ascoltare, vedere ,osservare il nostro deserto,ci invita ad entrare nel più difficile dei terreni da attraversare,il vuoto…ció che vediamo fa parte di noi.

Senza riferimenti,ci muoviamo verso il nuovo,li ci sono tutti gli elementi ,e’ il grembo materno…

Nasciamo a noi stessi.

Li e’ necessario muovere noi stessi per essere in grado di prendere decisioni responsabili e poter arrivare all’esperienza di vita (nel senso di un movimento nello spazio o di un movimento sensuale emotivo). Sembra che la coscienza  non possa essere acquisita con altri mezzi, ma solo se l’anima si mette in moto ed è pronta a camminare attraverso il trauma del vuoto con i sensi del corpo. È l’unico modo per crescere. In questo senso, la “guarigione” è il passaggio mediante una catena di azioni nell’esperienza di sé nel profondo silenzio,al di là di uno sguardo limitato della realtà,delle apparizioni.

Attraverso il deserto,il vuoto,prendere coscienza di un nuovo se’,una nuova pelle con la quale danzare.Un passaggio del tempo rallentato e velocizzato dove si danzano spazi di eternità .

Camminare nel deserto e incontrare il Se’,diventando consapevoli della “verità” (Sat),vedendo l’illusione e lasciando emergere la pura danza. Quello che sembra essere doloroso,anche il passaggio dal deserto,e’ un inevitabile transizione per la trasformazione e l’evoluzione della nostra vita.

Bolivia,Deserto di Dalí,Febbraio 2019

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